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Lettere ed Articoli
CONSIDERAZIONI SULLA CONFERENZA DROGA TENUTASI A TRIESTE
Dai
saloni del Palazzo della Stazione Marittima a Trieste arriva un importante
slogan condiviso e sponsorizzato in primis dal sottosegretario Carlo
Giovanardi e sottolineato dal presidente della Camera
Gianfranco Fini: non esiste un diritto a drogarsi, esiste semmai un
diritto a essere liberi dalla droga.
Questo è stato uno dei concetti chiave della 5°Conferenza Nazionale sulla
politiche antidroga, un impegno comune che possa coinvolgere pubblico e privato
in collaborazione verso modelli di terapia che mettano al centro il pieno
recupero della persona permettendole di recuperare un progetto proprio di vita
con una maggior consapevolezza dei suoi limiti e valorizzazione delle sue
potenzialità.
Pur sostenendo in modo forte e determinato la contrarietà alla legalizzazione,
ritenuta prima di tutto un dovere per contrastare la ‘cultura della
morte’,(anche a Vienna 180 Paesi hanno firmato un documento che esprime un no
secco alla liberalizzazione di qualsiasi tipo di droga) è stata fortemente
ribadita la necessità di lavorare non solo sul versante repressivo.
Risulta pertanto fondamentale interrogarsi sulle motivazioni che spingono
giovani e non giovani, persone disagiate e professionisti, fasce di popolazione
sempre più trasversali, ad avvicinarsi alle sostanze, ritenute purtroppo sempre
più ‘normale’ sebbene esplicitamente e dichiaratamente illegali.
Le notizie non fanno più scalpore, non esiste più quella sana paura della
pericolosità di questo mondo che diventa invece sempre più attraente e a portata
di mano.
Pensiamo al commercio sul web dove il mercato delle sostanze è in continua
espansione e costante aggiornamento; i tempi corrono sempre più veloci, ma è
necessario riuscire a tenerne il passo, motivo per cui il sottosegretario
Giovanardi e il capo del dipartimento antidroga il dott. Giovanni Serpelloni
hanno preannunciato un aggiornamento delle tabelle ministeriali per poter
includere anche le nuove spice drug già diffusissime nel paese e purtroppo
ancora legali.
La rivoluzione deve quindi necessariamente essere culturale, passando da ogni
livello dell’odierna società, politici, mass media, scuola, professionisti di
ogni genere, ma prima di tutto deve interessare la famiglia.
È necessario che il primo veicolo di trasmissione di una nuova cultura, fondata
su precisi contenuti valoriali, una chiara definizione del limite e una
profondità relazionale importante, debba principalmente essere il nucleo
familiare.
I giovani d’oggi hanno bisogno di testimoni forti, portatori di quello stile di
vita alternativo in modo credibile e costante.
Ci sono realtà familiari frammentate, divise, all’interno delle quali si respira
un clima “educativo” o di estremo controllo o di disinteresse assoluto, con la
conseguenza di non aiutare il ragazzo ad apprendere modalità comportamentali ed
emotive di approccio alla vita e alla realtà valide. Il rischio è quello di
sfuggire alla noia lasciandosi trascinare nel vortice del consumismo, di quei
modelli apparentemente vincenti e desiderabili ma vuoti di ogni significato che
la società presenta alla ricerca solo dell’estrema prestazione.
Questa è la battaglia che le Comunità terapeutiche oggi si sentono di
intraprendere. Poter fornire ai giovani modelli alternativi, spazi di incontro e
accoglienza all’interno dei quali poter crescere con la propria personalità in
modo libero e critico.
Portare avanti in questo modo il concetto dello sballo della normalità,
invogliando i giovani a trovare soddisfazione e realizzazione in ciò che
quotidianamente la vita ‘sana’ propone loro. La possibilità di mettere in gioco
le proprie abilità, coltivare interessi nuovi, instaurare relazioni mature e di
crescita… questo ciò che la terapia comunità vuole proporre, associato ad una
presa in carico contemporanea dell’intero nucleo familiare.
A seguito di questa conferenza (come preannunciato a Trieste dal sottosegretario
Giovanardi) riteniamo perciò fondamentale che si adempia, in tempi brevi, alle
sollecitazioni fatte quali fornire un aiuto alla comunità di recupero che sempre
di più rischiano il fallimento, ricostruire un fondo nazionale per Ser.D. e
Comunità oppure destinare un 1,5% dei finanziamenti statali per la sanità
regionale ed infine potenziare l’aspetto educativo di prevenzione e diffusione
di una nuova cultura in famiglia, nelle scuole e all’interno di tutte le agenzie
educative (parrocchie, società sportive, centri di aggregazione…)
Solo in questo modo non sarà più il diritto a drogarsi ad essere richiesto a
gran voce nelle manifestazioni, ma sarà il diritto alla vita, una vita sana,
fatta di scelte mature e improntata al vero e reale benessere.
STOP DROGA Regione del Veneto
CHE COS'E' L'EROINA
· L'eroina è una sostanza chimica che ha un forte effetto antidolorifico. Deriva dall'oppio ed è simile, ma molto più potente, alla morfina.
· L'uso dell'eroina crea una precoce e forte dipendenza con disturbi fisici e psicologici alla sua sospensione.
· Chiunque faccia uso di eroina regolarmente va incontro a:
§ Bisogno di incrementare sempre di più le dosi per ottenere lo stesso effetto;
§ Rischi di gravi malattie legate all'introduzione endovenosa di sostanze contaminate da batteri e virus;
§ Sintomi di astinenza se si interrompe l'uso: naso che cola, sudore, brividi, crampi, vomito, dolori addominali e forte agitazione;
§ Un forte desiderio psicologico della sostanza che rende "schiavi" e dipendenti in brevissimo tempo. Chi fa uso di eroina prova un desiderio della droga ritenuto più forte di quello sessuale.
· L'eroina che viene venduta dagli spacciatori non è pura ma è mescolata con varie sostanze (talco, mannite, gesso ecc.).
Essa viene preparata dallo spacciatore in scarse condizioni igieniche e, spesso, è contaminata da vari batteri emicrorganismi.
COME VIENE ASSUNTA
· L'eroina può essere sniffata, fumata o iniettata in vena o in muscolo.
· Gli effetti sono circa gli stessi anche se diversi sono i rischi.
· L'uso dell'eroina per via iniettiva costituisce il metodo più rischioso perché viene assorbita immediatamente e può bloccare i centri del respiro residenti nel cervello, producendo così una sindrome che può essere mortale, chiamata "overdose".
· La dipendenza si instaura quasi sia la via di assunzione. Anche chi inizia sniffando o fumando quasi sempre arriva all'uso iniettivo nell'arco di poco tempo.
· Con l'iniezione in vena le impurità vengono introdotte direttamente nel flusso sanguigno. Questo può causare setticemia (grave infezione diffusa) ed altre infezioni.
· Ripetute iniezioni danneggiano le vene provocando trombosi (ostruzioni) e ascessi.
· Lo scambio di siringhe può essere veicolo di trasmissione di virus quali l'epatite e l'HIV, il virus dell'AIDS.
L'EROINA E' ILLEGALE
· Il possesso per uso personale comporta sanzioni amministrative (sospensione della patente, passaporto, porto d'armi). Il giudice valuta, caso per caso, in base alla quantità ed alle circostanze "per uso personale".
· La vendita, l'acquisto ed il possesso per uso non personale sono reati, punibili con la reclusione da 8 20 anni ed una multa da 50 a 500 milioni. Per grandi quantità è previsto l'arresto.
QUALE AIUTO E' POSSIBILE OFFRIRE A CHI NE FA USO
· Alcune persone, anche se raramente, smettono di usare eroina da sole, ma la maggior parte ha bisogno di aiuto. Spesso chi fa uso di droghe non riconosce di avere un problema serio da risolvere. Questa è una delle caratteristiche principali della patologia che spesso compromette la possibilità immediata di interrompere l'uso della droga. In questi casi, la cosa più importante è evitare in tempo tutti i rischi e danni correlati all'uso come ad esempio la prostituzione, le attività criminali, le infezioni e la morte per overdose. Chi usa droga deve essere aiutato e non emarginato perché per vincere la patologia da cui dipende non basta solo la sua volontà.
· Per curarsi esistono appositi servizi pubblici (SER.T.) a cui ci si può rivolgere anche in anonimato. La gravità dei sintomi dell'astinenza varia in base alla gravità della dipendenza e spesso necessita dell'aiuto medico.
· La cosa che più spaventa chi usa eroina è la paura e l'ansia dei sintomi dell'astinenza. L'agitazione che ne deriva può far compiere alla persona interessata azioni estremamente pericolose.
· L'astinenza si può prevenire (e i sintomi si possono vincere) facendo uso di farmaci con effetto antiastinenziale (clonidina) o sostitutivo (metadone).
· I sintomi fisici si possono facilmente ma il desiderio psicologico può rimanere anche per molti anni ed è la causa di frequenti ricadute. Per questo è necessario ricorrere contemporaneamente ad un supporto psicologico e sociale e a programmi di riabilitazione a lungo termine.
Per coloro che hanno cercato più volte di vincere la dipendenza da eroina ed hanno fallito, vi sono altre possibilità da prendere in considerazione, tra cui:
· Le comunità residenziali di riabilitazione;
· Le cure con metadone a dosaggi e durata personalizzati ed adeguati per vincere l'astinenza e il desiderio psicologico, sempre associate a supporto psicosociale;
· Le cure con farmaci antagonisti.
LA MIGLIOR DIFESA E NON USARE DROGA
L'eroina che viene venduta dagli spacciatori non è pura ma è mescolata a varie sostanze (talco, mannite, gesso ecc). solitamente è di color marrone.
Può essere sniffata, fumata o iniettata in vena o in muscolo.
L'iniezione è il metodo più rischioso di assunzione dell'eroina perché viene assorbita immediatamente e può bloccare i centri del respiro residenti nel cervello, producendo così una sindrome mortale chiamata "overdose".
STOP DROGA Regione del Veneto
CHE COS'E' L'ECSTASY?
· L'ecstasy è una combinazione di una droga allucinogena (che provoca allucinazioni) e una anfetaminica (che provoca eccitazione).
Il nome chimico è MDMA o 3,4 metilenediossimetilanfetamina.
· L'ecstasy determina alterazioni delle percezioni sensoriali e distorsione della realtà con effetti diversi in base alla combinazione delle due componenti.
· La droga viene quasi sempre ingoiata sotto forma di compressa o capsula. Se ne fa spesso uso in discoteca per esaltare le sensazioni musicali.
· Occasionalmente viene sniffata, fumata o iniettata con grave pericolo.
Questa droga spesso può assumere grande importanza nella vita delle persone creando un bisogno a cui è molto difficile sottrarsi. In soggetti cronicamente intossicati, la sospensione può provocare disturbi psicofisici con depressione, tremori, debolezza, disturbi gastro-intestinali.
QUALI SONO GLI EFFETTI DELL'ECSTASY?
· L'ecstasy agisce circa 30 minuti dopo che la compressa è stata assunta, provoca brevi impeti di gioia che possono essere accompagnati da nausea. Il massimo dell'effetto si raggiunge circa un'ora dopo aver perso la droga.
· Le sensazioni vengono intensificate e distorte.
· Gli effetti dell'ecstasy smettono dopo 3-4 ore.
· La droga fa credere alla persona che l'ha assunta di poter facilmente affrontare una conversazione impegnativa e di essere disinibita e spigliata nelle relazioni.
· L'effetto che rende l'ecstasy una droga diversa dalle altre è proprio la sensazione di capire ed accettare meglio gli altri.
La sensazione artificiale che si crea è come se sparisse ogni barriera e le persone si sentono meno inibite.
QUALI SONO LE CONSEGUENZE DELL'USO DELL'ECSTASY?
· Spesso dopo aver preso l'ecstasy subentra la depressione.
· In Europa ci sono state delle morti associate all'ecstasy.
· Molto spesso il surriscaldamento da assunzione di ecstasy provoca colpi di calore con collasso dopo aver ballato a lungo in locali chiusi e sovraffolati.
· Alcune persone sono estremamente sensibili all'ecstasy e per loro una sola dose può essere letale.
· Si pensa che l'ecstasy possa causare danni al fegato.
· Specialmente chi soffre di ipertensione, di problemi cardiaci, epilessia, asma, le donne in stato di gravidanza o coloro che fanno uso di antidepressivi devono assolutamente evitare assunzione di ecstasy.
· Alcuni esperimenti dimostrano che un uso di ecstasy può provocare lesioni cerebrali irreversibili.
QUALI SONO LE PENE PER L'USO DELL'ECSTASY?
· Il possesso per uso personale comporta sanzioni amministrative (sospensione della patente, passaporto, porto d'armi).
Il giudice valuta, caso per caso, in base alla quantità e alle circostanze, quando il possesso può essere considerato "per uso personale".
· La vendita, l'acquisto ed il possesso per uso non personale sono reati, puniti con la reclusione da 8 a 20 anni e la multa da 50 a 500 milioni. Per grandi quantità l'arresto è obbligatorio.
CHE COSA FARE PER SMETTERE?
· Alcune persone, anche se raramente, smettono di usare l'ecstasy da sole ma la maggior parte ha bisogno di aiuto. Molte volte le persone che usano droghe non riconoscono di avere un problema serio che deve essere risolto. Questo fenomeno è una delle caratteristiche principali della loro patologia e che spesso compromette la possibilità immediata di interrompere l'uso della droga. In questi casi la cosa importante è evitare il più precocemente possibile tutti i rischi e i danni derivanti dall'uso della droga (e dal fabbisogno economico ad esso correlato), come ad esempio la prostituzione, le attività criminali, le infezioni e la morte per incidente.
· Chi usa droghe deve essere aiutato e non ermaginato perché per vencere la patologia da cui dipende non basta solo la sua volontà.
· Per curarsi esistono degli appositi servizi pubblici (SER.T.) a cui ci si può rivolgere conservando anche l'anonimato.
LA MIGLIOR DIFESA E' NON USARE DROGA
L'ecstasy è una combinazione di una droga che provoca allucinazioni e una che provoca eccitazione. Solitamente si presenta a forma di compresse e/o capsule, raramente in polvere. Il nome chimico è MDMA o 3,4 metilenediossimetilanfetamina. L'ecstasy determina alterazioni delle percezioni con effetti diversi in base alla varia combinazione delle due componenti.
La droga viene quasi sempre ingoiata sotto forma di compressa o capsula.
Come
si può capire se una persona fa uso di
droghe?
Spesso chi usa
droghe
non riconosce di avere un problema serio
da risolvere.
Durante le prime settimane è convinto
che sia solo un’ esperienza isolata e
che smetterà subito.
Man mano che la dipendenza comincia a
far parte della sua vita, la persona
inizia ad avere sbalzi di umore e/o di
comunicazione molto ben individuabili in
quanto non da più importanza alla sua
immagine, comincia ad avere lo sguardo
perso; qualsiasi cosa succede o gli
viene chiesta, non è importante per lui
e comincia a tenere un atteggiamento da
antagonismo nei confronti delle persone
a lui care. Deve difendersi per non
“farsi scoprire”. La persona che
comincia a far uso di droghe, sa che è
sbagliato quello che sta facendo e non
vuole che si venga a sapere. Per
mantenere questo segreto, comincia a
chiudersi in se stesso, ad abbandonare
gli amici di sempre, prova meno
interesse nelle cose che ha abitualmente
e, piano piano, sarà sempre meno
presente nell’ambito familiare. Se la
persona frequenta la scuola, la sua
applicazione verso lo studio diminuisce,
comincia a marinare le lezioni, il
profitto diventa scarso; se lavora le
sue assenze diventano più frequenti. Per
individuare una persona con problemi di
dipendenza non basta fermarsi a pochi
superficiali elementi: bisogna essere
attenti e acuti osservatori NON
FERMATEVI AI LUOGHI COMUNI, AI
PREGIUDIZI; NON ROVISTATE TRA LE SUE
COSE!
Sedetevi
Osservate Ascoltate
Comportamenti generici Þ cambiamenti
improvvisi del suo atteggiamento nei
vostri confronti; Þ maggiori richieste
di denaro, anche minime, ma con una
certa regolarità; Comportamenti tipici
INTOLLERANZA ALLE NORME E ALLE
FRUSTRAZIONI INCOSCIENZA, IMPRUDENZA
PROGETTUALITA’ RIDOTTA / INSOFFERENZA
AGGRESSIVITA’: intesa sia come impulso
difficile da gestire in alcuni, che come
strumento da utilizzare per raggiungere
degli obiettivi per altri. Sono dei
tentativi di prendere il sopravvento su
di voi. BUGIE: lo scopo è quello di
ottenere qualcosa da voi. La persona è
capace di negare anche l’evidenza e di
farlo come se fosse la cosa più naturale
del mondo. OMERTA’: chi “usa” non parla
mai di droga con le persone a lui più
care. ATTEGGIAMENTI EVITANTI: crea
situazioni di urgenza improrogabili che
non vi lasciano nemmeno il tempo di
riflettere. SFIDUCIA: ha un modo di
vedere e di vivere gli eventi
contraddistinto da negatività. NON HA
CURA DI SE STESSO E DELLE PROPRIE COSE
NON HA ORARI Si verificano inoltre
FREQUENTAZIONE DI AMBIENTI SOCIALI
DIVERSI SCOMPARSA DI OGGETTI DA CASA
Atteggiamenti e comportamenti presenti
in modo alternato e in forma estrema
SILENZIO, ASSENZA / COMUNICATIVITA’ E
APERTURA: INDIFFERENZA, INSENSIBILITA’ /
EMOTIVITA’ E PROFONDITA’:
DISORGANIZZAZIONE,SUPERFICIALITA’
/OSSESSIVITA’,COMPORTAMENTO MANIACALE
IPERTENSIONE, DEPRESSIONE: dà
l’impressione che nulla possa colpirlo
e/o interessarlo veramente; diversamente
sembra essere vittima di qualche
infatuazione o manifestare interesse
estremo verso i grandi temi della vita
Se volete accertare una
situazione di DIPENDENZA DA SOSTANZE, la
strada più sicura è quella degli ESAMI
MEDICI: esame delle urine E’
possibile effettuare questo tipo di
analisi presso i laboratori analisi
degli ospedali presentandosi con
impegnativa del medico curante e con la
seguente dicitura: Richiesta metabolici
urinari di droghe d’abuso esame del
capello Con lo stesso procedimento per
quanto riguarda l’impegnativa è
necessario presentarsi presso il
laboratorio analisi di un ospedale che
effettua tale esame negli orari indicati
e sarà prelevato lì direttamente il
campione. La dicitura è la seguente:
Esame del capello ricerca alcaloidi e
oppiacei per controllo
tossicodipendenza. COSA FARE QUANDO È
STATO INDIVIDUATO IL PROBLEMA? Nella
maggioranza dei casi, quando si
evidenzia il problema, lo stato di
dipendenza è presente già da tempo, sia
come dipendenza fisica che psicologica,
consolidata da abitudini di vita
particolari e scomposte quotidiane. È
importante quindi: 1° passo: Recuperare
la calma e il controllo di se stessi
Prima di fare qualunque cosa é
importante EVITARE REAZIONI IMPULSIVE E
DRASTICHE, anche perché la persona che
usa sostanze ha obiettivi diversi. Non
riuscire a dominare le proprie emozioni
può indurre inevitabilmente a tenere un
atteggiamento che non si è deciso di
assumere e che può rivelarsi inadeguato
alla situazione e di ostacolo al buon
esito dell’intervento. 2° passo:
Intervenire! CHIEDI allora CONSIGLIO a
chi nel territorio è competente in
interventi educativi rispetto al
problema della dipendenza, per
analizzare la situazione e decidere
nell’immediato ciò che è più opportuno,
consapevole che…… RISOLVERE IL PROBLEMA
RICHIEDERA’ CAMBIAMENTI RADICALI E TEMPI
NON BREVI DI REALIZZAZIONE È necessario:
Affrontare risolutamente la questione
droga con la persona coinvolta senza
tentennamenti o paure per far uscire il
massimo di verità possibile. È un primo
passo per portare a galla la verità.
Riorganizzare completamente la sua vita
quotidiana, i suoi orari, i suoi
impegni, le sue attività e renderlo più
partecipe alla vita della famiglia.
Cambiare la vita della famiglia tendendo
a mantenerla più unita sia nel
quotidiano sia nelle occasioni di svago.
Programmare con attenzione le cose da
fare senza lasciare mai momenti vuoti.
Verificare costantemente tutte le
dichiarazioni e le affermazioni fatte
senza aver paura di sembrare oppressivi
o invadenti. Eliminare il suo denaro
personale o ridurlo al minimo con un
attento controllo sulle spese.
Informarsi sulle compagnie frequentate,
specialmente quelle più a rischio, sui
coetanei che sono stati coinvolti con
lui nelle prime assunzioni di sostanze.
Non chiudersi nella vergogna o
nell’isolamento pensando di essere stati
colpiti da una disgrazia , ma
coinvolgere nel recupero di vita del
proprio figlio il maggior numero di
persone possibile. Entrare in contatto
con i genitori degli altri ragazzi
coinvolti nel giro, informarli di quanto
si è venuto a sapere e tendere a
mobilitare anche loro nelle iniziative
che si sono intraprese. Prevedere di
affrontare con pazienza e con fermezza
il rifiuto insistente dell’intervento
da parte della persona coinvolta nel
problema, che cercherà alleanze in
fratelli, zii, vicini di casa, parenti e
conoscenti e anche genitori, mettendo
l’uno contro l’altro. Diffidare dalle
proposte miracolistiche, dalle cure
speciali che risolvono in poco tempo il
problema, da pillole e da propagandisti
di facili soluzioni. IMPORTANTE!
AVERE
UNA SOLUZIONE DA PROPORGLI...
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